Libri, film e serie tv.
Come avevo citato nell’articolo precedente a questo, alcune cose pressochĂ© meravigliose e create dagli altri potrebbero diventare “cattive” e poco fruttuose per altre. Un esempio eclatante sono i libri, nella precedente stesura ho espresso cosa “After”, il capolavoro di Anna Todd, abbia suscitato in me e su tante altre persone che sicuramente avranno avuto il mio stesso pensiero. D’altronde ciò che ho scritto ricorre anche a delle testimonianze effettive di colleghi o amici che hanno anche loro terminato anni fa la saga completa della storia d’amore nata tra Tessa ed Hardin.
Forse nel precedente articolo non ho spiegato il perchĂ© io abbia scelto proprio questo titolo, “LA CATTIVERIA DELL’IMMAGINAZIONE” e non qualcos’altro che potesse suscitare piĂą interesse o meno sconsolazione. I motivi potrebbero essere tanti, ma quello in particolare ve lo spiegherò adesso.
Partiamo dunque dal secondo step del sottotitolo : Film.
Potrei parlare di tantissime pellicole che hanno girato e trasmesso nei cinema o in TV negli anni, ma oggi sono in vena di parlare di una famosissima multinazionale statunitense, ovvero la Disney.
Cito testualmente che è proprio grazie alla Disney se tanti bambini hanno passato notti tranquille tra sogni d’oro e principi azzurri che correvano sui loro stalloni bianchi come la neve. Ma è proprio di questi uomini così affascinanti, gentili ed educati di cui voglio parlarvi. E devo ammettere che voglio parlare anche delle loro dolci donzelle che prima non erano nessuno se non semplici contadine o schiave nelle proprie case.
Avete mai notato che tutte le principesse sono bellissime? Avete mai notato che tutte le principesse non hanno un particolare che non va? Tutte con occhi bellissimi, capelli perfetti, fisico da modella di Victoria Secret.
E i nostri cari principi azzurri? Tutti meravigliosi, accurati, precisi e favolosi. Nessuno di entrambi i sessi han qualcosa che rispecchi la realtĂ , come per la donna l’abominevole cellulite o i rotolini sull’addome. Ho sempre pensato che da un lato la Disney abbia pianificato i propri capolavori con un messaggio sbagliato.
PerchĂ© la principessa nata con un sangue umile è sempre perfetta e bellissima? PerchĂ© il principe che cerca la donna della sua vita è sempre così maledettamente affascinante? L’unica consolazione che ho avuto è stata la storia della “Bella e la Bestia”, una ragazza con una bellezza ineguagliabile che si innamora di un mostro. Ma cosa succede alla fine? Si scopre che anche lui è bellissimo, un essere affascinante dalla testa ai piedi. Probabilmente quel cambiamento avrĂ fatto nascere nelle viscere della giovane fanciulla un sentimento in piĂą denominato “attrazione fisica”.
Purtroppo storie simili hanno lasciato l’amaro in bocca e la rabbia nelle menti di giovani ragazze che non hanno la possibilitĂ di arrivare alla bellezza naturale di quelle donne nelle fiabe. Che sia scarsa volontĂ o che quest’ultima ci sia, ma non si arriva al risultato, è sempre deludente vedere con quale prototipo femminile e maschile la societĂ di oggi mette in chiaro chi può essere accettato e chi no. La snella, perfetta e bellissima è la piĂą acclamata. La formosa, imperfetta e carina può essere resa nota con l’aiuto di pagine Facebook o Instagram come “Freeda” o associazioni di sensibilizzazione come se le “diversamente magre” avessero una malattia. E’ anche vero, ed è giusto dirlo, che il “prototipo” femminile o maschile che non solo la Disney ha creato non è del tutto denominato esplicitamente con cattive intenzioni. Dopotutto si sa, se mettessimo in paragone un fanciulla ben sistemata, con le sue gambe perfette e il fisico da top model, questa non potrebbe mai avere problemi salutari rispetto a chi soffre d’obesitĂ . In fondo il messaggio è chiaro a tutti. Ma se non ci fossero state le donzelle perfette della Disney, oggi le ragazze non si guarderebbero piĂą allo specchio con una tonalitĂ affranta e non raccoglierebbero pensieri sconsolanti come “vorrei essere come lei”.
Confessiamoci anche un’altra piccola veritĂ . La maggior parte dei film Disney, tra principesse, principi e amici del Re, hanno una bella vita. Vivono in un castello enorme e hanno completa servitĂą che prepara la colazione, il pranzo e la cena.
Nella realtà non funziona così.
Probabilmente dovremo vincere alla lotteria o sposare un nobiluomo con tutte le scarpe per avere sulla tavola o nell’armadio qualcosina in piĂą, uno sfizio che costa un occhio della testa e che nemmeno con anni di sacrifici riusciremo mai ad ottenere. Ed è proprio per tali motivi che molte volte vediamo la cattiveria dell’immaginazione. Quella fantasia che purtroppo e molto spesso, non diventerĂ mai realtĂ .
Ovviamente quello che ho scritto e quello che scriverò nel terzo articolo è puramente personale, una opinione su quello che penso e che può essere assolutamente contestualizzata con le dovute maniere e con la giusta educazione. Con questo pensiero, auguro a tutti una buona domenica.
Giulia Mariniello
