IL POSTO DI LAVORO A VENT’ANNI

La vita è una, spendiamola bene.

Si sa, in questo periodo e nei tempi passati, trovare un lavoro non è una cosa molto semplice, sopratutto nel nostro Paese.
Tra gli anziani che vanno in pensione oramai a settantanni, tra i contratti di soli tre mesi e tra le prese per i fondelli dei collaboratori di un supermarket con la loro dicitura “le faremo sapere”, è alquanto difficile trovare un posto fisso o per lo meno duraturo oltre i sei mesi.
E’ stressante e snervante il fatto che ogni qual volta, ad ogni fine contratto, bisogni possedere quell’ansia tartassante che ci dona a malavoglia la consapevolezza di dover attendere altri mesi per la riconquista di un nuovo posto di lavoro, per evitare di non riuscire ad arrivare a fine mese con la paura di non possedere più la classica ed elegantissima 20EURO nel portafoglio.
Probabilmente a vent’anni, sopratutto da quest’età, avere tra le mani un posto di lavoro a tempo indeterminato, full time e ben retribuito potrebbe rivelarsi una mano dal cielo. Dopotutto è proprio da qui che il futuro comincia, che i progetti cominciano affinché possano essere portati a termine. Eppure per agevolare il bisogno di riuscire a portare i soldi a casa e comprarci un buon pezzo di pane dobbiamo assolutamente accontentarci di un lavoro che probabilmente richiede la disponibilità del giorno completo. Oltretutto potrebbe risultare un mestiere che non ci garbi granché, un mestiere noioso, stressante e faticoso. Di certo quest’ultimo sarebbe l’ideale se il tempo che dovrebbe passare non terminasse mai. Ciò che molti pensano però accomuna molti giovani ragazzi che vorrebbero godersi la vita. Perché si, la vita deve essere goduta da tutti, nessuno escluso.
Il lavoro a vent’anni deve essere part-time.
Ognuno è libero di fare ciò che vuole, neanche Dio può dubitarlo. Ma un lavoro in un’età come vent’anni dovrebbe essere spesa per sole quattro ore. Restare chiusi tutto il giorno in un ufficio, in un supermercato, in un magazzino e chi più ne ha più ne metta, maledirebbe solo la giovane vita, la fresca vitalità che poi non torna più. Finite le otto ore cosa ci rimane? La stanchezza.
Sopratutto d’estate.
Restare chiusi in un ufficio senza poter andare a mare o in piscina. Voler raggiungere gli amici sulla spiaggia o gestire le proprie attività durante l’arco della giornata, durante l’arco della settimana.
A vent’anni la vita deve essere vissuta nell’amore, nell’amicizia, nelle pazzie, nelle giuste consapevolezze. Nessuno ci donerà una medaglia al valore per aver speso i migliori anni della nostra vita dietro ad un datore di lavoro scorbutico o privo di umanità. La vita è una sola. Spendiamola bene.

Giulia Mariniello

Lascia un commento

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora