LA PREVENZIONE PRIMA DI TUTTO

Le Donne e i loro Pensieri

Si parla fin troppo spesso di prevenzione, è una parola così sottovalutata che viene richiamata solo nei dizionari o tra i video più significativi che danno quel tocco di responsabilità e sensibilizzazione.
Ma quante donne promuovono per loro stesse la prevenzione nella realtà?

Ciao a tutti, sono Giulia Mariniello e avevo un tumore al seno 🙂

L’11 settembre 2020 sono stata operata presso l’ospedale Santa Maria Goretti di Latina, un intervento chirurgico durato poco meno di un’ora e praticato dal dott. Fabio Ricci. Oggi, 20 settembre 2020, sto bene. Avevo un tumore filloide, una forma di tumore benigno più diffusa tra le donne e nonostante la sua natura non malevola, ho dovuto affrontare un giorno che ricorderò per il resto della mia vita.

Come l’ho scoperto?

Gennaio del 2018 :
Durante il sonno, mentre venivo cullata dalle braccia di Morfeo, sentivo dolori acuti al lato del seno sinistro. Che dormissi su un fianco, sulla schiena o qualsiasi altra posizione che potesse appagarmi, il dolore non cessava. I giorni a venire mi sono rivolta al medico di base che mi ha indicato e consigliato una ecografia mammaria presso l’ospedale della vecchia Littoria. La settimana seguente, con ansia e con il coraggio che mia madre mi donava, mi sono presentata dinnanzi a una dottoressa straordinariamente gentile e amorevole che, dopo l’ecografia, ha spiegato con esattezza cosa mi procurava tanto fastidio. Il seno sinistro, dove il dolore persisteva, aveva dei semplici noduli che, a causa delle mestruazioni, si erano ingrossati. Dunque nulla di strano, tanto meno pericoloso.
Ma la dottoressa, insoddisfatta, passò il trasduttore anche sul seno destro. E qui, posso dirlo, entrò in gioco l’universo.
Molto spesso la maggior parte delle donne posseggono problemi silenti che pian piano, senza dolori, fastidi o sentinelle, non riescono a percepire. Tutto, purtroppo, può esplodere senza ragioni esistenti creando irreversibilità assolute che non permettono di guardarsi indietro e chiedersi : Perché non ho scelto la prevenzione?
La maggior parte delle donne ha così tanti pensieri che non ne hanno neppure uno per loro stesse. I figli, il marito, il lavoro, le bollette, la casa, il futuro della famiglia che non comprende mai la salute di coloro che la portano avanti.
Nonostante fosse un “semplice” tumore filloide, era in fin dei conti un tumore. Nonostante non comportasse il rischio assoluto di sviluppare un carcinoma mammario, era comunque un tumore, seppur benigno. Era comunque un pericolo per la mia salute. Io ho avuto quella piccola fortuna che mi ha donato il mio corpo lasciandomi sentire che c’era qualcosa che non andava. Altre, purtroppo e molto spesso, non hanno questa possibilità.

Dopo la notizia ho portato l’ecografia dal mio medico di base che mi ha confermato cosa fosse quello che il trasduttore aveva captato. Non mi vergogno a dire che ho pianto tanto perché nonostante ci fosse la parolina “benigno”, io ascoltavo solo la parola “tumore”. Dopo i sei mesi dal primo controllo, dall’ecografia si era notato quanto fosse cresciuto, anche se di poco. Tornai dopo circa un anno, esattamente nel febbraio del 2020. La stessa dottoressa che mesi prima mi aveva visitato rassicurandomi che non fosse nulla di grave, diventò la medesima che mi confessò di dover andare incontro a un intervento chirurgico. Quel tumore filloide, da pochi millimetri, era passato a cinque centimetri. Purtroppo a causa del Covid-19 non ho potuto ricorrere alla rimozione, questa stabilità nel mese di marzo, anno 2020. Nonostante questo, dopo le possibili abitudini di distanziamento sociale, ho goduto di un’estate meravigliosa al fianco della mia famiglia e del mio attuale fidanzato che mi sono sempre stati vicini.
Poi, nei primi giorni di settembre, ricevetti una chiamata dall’ospedale che, scusandosi della sua assenza, confessò di essersi dovuto occupare prima dei casi più gravi affinché potessero risolverli quanto prima. La data era stata fissata, mia madre piangeva per la paura e l’emozione e io rimanevo a fissare il vuoto della cucina cercando di metabolizzare e di concretizzare quello a cui stavo per andare incontro.
Oggi, 20 settembre 2020, sto bene. Sono passati oramai dieci giorni dall’intervento e quella è una giornata che porterò dentro per il resto della mia vita. Con me, altre tre donne erano state operate lo stesso giorno e devo ammettere che, anche se di poco, ho legato con tutte loro. Chi aveva un problema più grave e chi curabile in poco tempo. Ho ascoltato le loro storie che mi hanno fatto capire tante cose, ho percepito in me stessa e in quelle donne un peso che pian piano andava a sgretolarsi fino a diventare polvere nell’aria. Oggi so di aver tolto dalla mente un pensiero che avrebbe potuto sfociare in un problema più grave e che forse avrebbe rovinato gli obiettivi che mi ero prefissata da anni. Chiamatela fortuna, chiamatelo universo, chiamatela Fede.
Quel giorno di due anni fa scoprì di avere un tumore benigno al seno. Con le dovute visite di prevenzione ho evitato che potessi avere qualcosa di diverso, qualcosa di più problematico, qualcosa che avrebbe potuto lasciare un segno negativo e indelebile nei miei ricordi. A tutte le ragazze, a tutte le donne, a tutte le mamme: LA PREVENZIONE PRIMA DI TUTTO.

Giulia Mariniello

“CE LA FAREMO!” DICONO

E poi se ne vanno in giro

In questi giorni, in questi mesi, in quest’anno disarmonico ognuno di noi, sopratutto nel nostro bel Paese, deve rimanere a casa per contribuire ed aiutare i medici in prima linea che osservano tutti i giorni il mondo circostante da un ospedale. Molti degli ospedali in tutta Italia stanno terminando i posti letto a causa dei nuovi contagiati che, nei precedenti 14/15 giorni sono stati a contatto con individui positivi o perché, per l’appunto, non hanno rispettato le regole ben descritte e messe in chiaro anche dalla TV. Eppure, nonostante le pubblicità a scopo sanitario e anti contagio che ogni secondo vengono mandate online o in diretta televisiva, molti ancora non capiscono che il minimo errore è fatale per giocarci la vita.

CHI SE NE FREGA! TANTO SU DI ME NON SI RIVELA!

Ecco ciò che molti pensano.
Troppi giovani e sopratutto troppi anziani escono dalle proprie case come se nulla fosse, come se al di fuori della propria dimora non ci fosse un’emergenza che sta colpendo tutta l’Italia. Questa quarantena per alcuni insopportabile ha fatto diventare all’improvviso la metà degli italiani un popolo di ginnasti, un popolo ricco di sport, un popolo ricco di maratone quando non riuscivano a fare un passo neppure per una corsetta verso la prova costume. Nonostante ogni medico, virologo, epidemiologo e lo stesso Giuseppe Conte abbiano ribadito di indossare le mascherine anti-contagio, molti se ne fregano perché pensano di possedere anticorpi miracolosi che permettono loro di sfuggire al pericolosissimo Corona Virus.

QUANDO LA REALTA’ SUPERA LA FANTASIA

Quanti sono i film citanti virus terrificanti che hanno abbattuto intere Nazioni? Da “Io sono leggenda” alle pellicole più eclatanti che ci hanno coinvolti in questi giorni pensando alla fine dei tempi. Molti però pensano di vivere per davvero in uno di quei film disastrosi, dovendo quindi percorrere le strade più brevi per sopravvivere. La maggior parte delle persone crede ancora che i supermercati da un giorno all’altro possano terminare tutte le scorte e che da un giorno all’altro i viveri più importanti possano svanire nel nulla. Eppure in televisione lo stesso Giuseppe Conte ha ribadito che queste grandi catene non termineranno il loro lavoro per riempire ogni scaffale di ogni reparto. Dunque perché coloro che fanno le file presso il Conad o Esselunga hanno così tanta fretta di entrare? Alcuni video sui social hanno mostrato quanto l’ignoranza, unita alla paura, possano far sfociare nelle persone un istinto di sopravvivenza da creare una rissa difronte ad un luogo in cui TUTTI possono entrare, rispettando ovviamente le regole.

UN CAPITOLO BIBLICO

Vi ricordate ai tempi di Mosè quando Dio mandò l’angelo della morte in Egitto? Egli disse a tutti di rimanere a casa e di spargere sul fronte della porta d’ingresso il sangue di un agnello. Ora pensatela come se i medici in prima linea fossero Mosè. E pensate al Corona Virus come se fosse l’angelo della morte. Il faraone non ha rispettato questa prevenzione. Cos’è successo? Suo figlio ha perso la vita.

SOLO QUANDO CI SCAPPA IL MORTO

Dobbiamo dire la verità, il nostro Paese ha questo piccolo difetto : Solo quando accade qualcosa di tragico allora si prendono provvedimenti.
Stessa sorte sta capitando in questi giorni e nei mesi passati che tutti pensavano di poterla scampare solo perché giovani, solo perché pensavano di essere diversi. Molti di quei ragazzi che sono comparsi anche sui telegiornali e che hanno detto : “io a venticinque anni non mi rinchiudo in casa”, adesso hanno i propri genitori, nonni o amici all’ospedale perché non hanno rispettato ciò che per loro era una lettera di clausura. Perché dunque dobbiamo rischiare di perdere una persona cara a causa della nostra testardaggine? Perché dobbiamo rischiare di contagiare noi stessi a causa di piccole accortezze mancate e poi espandere il virus a persone che neppure conosciamo? Chi ha perso lo ha capito e sa più di tutti che restare a casa è fondamentale!
Uno sfogo dei social più che acclamato è : “Ai nostri nonni hanno chiesto di andare in guerra. A noi stanno chiedendo di restare sul divano”
Pensateci.

LA NOIA IN QUESTI GIORNI VI ABBATTE? NESSUN PROBLEMA

In questi giorni spopolano sui social centinaia di video di balconi ricchi di persone che cantano con i propri vicini, persone che neppure avevano visto in tutti gli anni passati in quel quartiere ma che adesso pian piano stanno sbocciando come nuove amicizie. Questo è uno dei tanti svaghi che si possono creare anche per ridere e scherzare, cantare sigle dei vecchi cartoni animati o semplicemente urlare al vento il proprio nome.
Molte ragazze però si vergognano di uscire allo scoperto e far sentire la propria voce, stonata o intonata che sia. Dunque perché non provare nuovi make up?
Il fine settimana, prima della diffusione di questo terribile Corona Virus, le città si riempivano di giovani che uscivano e si divertivano tra loro. Questo periodo di quarantena potrebbe essere utile alle piccole donzelle che non sanno cosa fare durante il giorno perché non tutte hanno una console con cui svagarsi o giocare online. Approfittate dei giorni a casa per provare nuovi Make Up utilissimi e perfetti per il vostro viso. Potreste scoprire che un rossetto viola potrebbe starvi meglio di un rossetto rosso, unito magari ad un fondotinta più chiaro. Stessa sorte vale per quelle ragazze che hanno sempre pensato di iscriversi in palestra. Questi giorni di quarantena utilizzateli per crearvi una palestra tutta vostra nella propria stanza, magari una volta terminato questo disarmonico e disastroso periodo, uscirete dalla vostra dimora e il ragazzo che vi è sempre piaciuto potrebbe ricambiare i vostri sentimenti.
Ciò che vale per il sesso femminile, vale per il sesso maschile.
Grazie alle tante piattaforme aggiornate come Netflix, Prime Video o il nuovissimo Disney+, i maschietti hanno tante motivazioni per rimanere a casa e guardare serie TV o film dal 1990 in poi. Probabilmente con la serie JoJo di Netflix resterete a casa anche dopo il fatidico Corona Virus perché non riuscirete più a staccare gli occhi dalla genialità del creatore di Jonathan Joestar.
Ricordatevi che se non siete nel cerchio dei medici, dei corrieri, dei cassieri o degli operai in un supermercato, STATE A CASA!

Giulia Mariniello

MY HERO ACADEMIA

Un manga che può insegnare

Per chi non lo sapesse e per chi avesse intenzione di vederlo nei prossimi giorni, My Hero Academia è una serie televisiva Anime basata sul Manga scritto e disegnato da Kohei Horikoshi, un fumettista giapponese che ha portato sugli schermi di tutto il mondo la sua creazione dal 2014.
La serie è ambientata in un mondo in cui i supereroi sono all’ordine del giorno grazie ai poteri sovrannaturali che ogni essere umano nel raggio di tutto il globo possiede dai quattro anni in poi. Queste straordinarie capacità vengono soprannominate : “Quirk”
Uno di loro però, proprio il protagonista, nonostante avesse passato il quarto anno di età non riesce a far sbocciare quel potere che pensava fosse assopito in lui e che quindi lo avrebbe reso il perfetto eroe di quartiere. Egli è Izuku Midoriya, uno dei pochissimi bambini in tutto il mondo fantasy di My Hero Academia che non è in grado di utilizzare il Quirk perché, per l’appunto, non ne possiede uno.
Questo però non abbatte l’animo giovane ed intrepido del ragazzo che ogni giorno supporta ed ammira il suo eroe preferito, il grande e fortissimo All Might. Per chi crede o supponga che questo sia il classico anime picchiaduro, sentimentale o antagonistico, deve anche credere che ha un profondo legame con la realtà che, purtroppo, spezza tanti sogni e progetti di giovani ragazzi consapevoli di poter dare e fare tantissimo.
Midoriya è il rarissimo ragazzo che nonostante le sue difficoltà mette tutto sé stesso per ottenere ciò che desidera, anche se alcune volte ottiene molte ed irreparabili delusioni. Malgrado questo però egli non smette neppure per un momento di credere nel suo sogno, quello di diventare il più forte ed imbattibile eroe di tutti i tempi. E proprio la sua forte volontà e il suo forte spirito attirano l’attenzione di All Might, l’eroe numero uno di tutto l’anime. Forse qui entra in gioco ciò che colpisce i ragazzi nella società effettiva, ovvero che nonostante lo studio, i corsi e i sacrifici fatti per ottenere quell’obiettivo, molto spesso vengono messi al secondo posto a causa della concorrenza di quegli individui che non meritano nulla ma possiedono un bel calcio nel sedere per entrare a far parte di un’azienda o un posto di lavoro per il quale alcuni, per entrarvi, hanno veramente speso tanto tempo sui libri o fatto sacrifici tra corsi e tirocini.
All Might infatti ha donato il suo potere chiamato “One For All” al suo allievo Midoriya perché quest’ultimo, grazie ai profondi sforzi e ai suoi determinati valori, si è guadagnato il rispetto e la stima da parte del suo eroe preferito. Oggi, sopratutto in Italia, se in famiglia non c’è colui che aiuta il figlio, il nipote o l’amico ad entrare in un’azienda o addirittura nelle forze armate, siamo sicuri che la maggior parte delle volte non riusciremo ad ottenere il nostro obiettivo che fin dall’infanzia ci eravamo prefissati.
In My Hero Academia tutti hanno già un potere da mostrare e da coltivare e quindi la vita di quei personaggi è più facile se non completamente realizzabile. Izuku Midoriya invece deve lottare e sacrificare sé stesso per ottenere ed esaudire il suo più grande desiderio. Io stessa durante gli anni di scuola ho dovuto affrontare un episodio simile con un ragazzo più volte bocciato negli anni precedenti, ma che è stato facilmente chiamato da un’importante azienda farmaceutica quando io ed i miei compagni di classe abbiamo dovuto studiare e fronteggiare i cinque anni dell’istituto superiore.
Con questo vorrei dire a tutti coloro che sperano di entrare a far parte di una delle più famose editorie italiane o in una qualsiasi azienda che merita la vostra attenzione di non arrendersi mai, neppure quando le delusioni più grandi abbatteranno il vostro animo fino a mettervi al tappeto. Ricordatevi che Midoriya nonostante prima fosse un ragazzo gracile e piagnucolone, è diventato ora uno dei più impavidi ed amati eroi nella storia di tutti gli anime. Sognare non è da bambini. Sognare è rendere sé stessi un “qualcuno” che potrebbe cambiare, in un futuro, la storia del nostro Paese.

Giulia Mariniello

IL SIGNORE DEGLI ANELLI

Un capolavoro Tolkieniano

John Ronald Reuel Tolkien
Il 3 gennaio del 1892 nasce un filologo, un glottoteta, un accademico e un linguista britannico. La sua storia ha radici antiche e descritte sulle più popolari riviste d’Inghilterra e in quelle di tutto il mondo. Nonostante siano passati anni dalla sua dipartita questo genio della scrittura ha segnato nei cuori e nelle immaginazioni di tutti un valore inestimabile tra i suoi racconti e tra le vicende che lui stesso, da protagonista, ha vissuto. Nel 1915 infatti, quando scoppiò la prima Guerra Mondiale, egli si arruolò come volontario nei Lancashire Fusiliers, il reggimento di fanteria dell’armata britannica. Durante i mesi passati in trincea però, egli ebbe un grave malanno che gli consentì il ritorno in patria.
Ma malgrado quell’evento sventurato e malgrado la guerra in corso gli era stato concesso una seconda possibilità, forse proprio per dimostrare al mondo intero e alle future generazioni quanto un colosso della letteratura come lui potesse dare attraverso i propri libri e attraverso i suoi insegnamenti ciò che tutt’oggi conosciamo e condividiamo tra social e librerie. E probabilmente è proprio grazie a lui che la nostra fantasia oggigiorno sia così ampliata. La sua opera pubblicata nel 1955 ne è la prova : Il Signore degli Anelli.
Un romanzo high fantasy epico che possiede più significati di quanto non sembri.
Dal libro ai fumetti, dai fumetti al gioco, dal gioco al film.
-La compagnia dell’Anello
-Le due Torri
-Il ritorno del Re

Nove ore totali di pellicola con migliaia di scenari differenti, con migliaia di stili e linguaggi unici e storie dei personaggi che lasciano un segno indelebile. Tutti sanno che il protagonista, Frodo Baggins, assieme a suo zio Bilbo Baggins, ne passano di tutti i colori fra parenti ed amici, sopratutto quando il grande tesoro di Sauron raccoglie l’attenzione dei Nove spettri oscuri, i Nazgul.
Vicende clamorose e ricche di suspense, combattimenti in pieno stile Tolkieniano e decine di razze differenti. Un capolavoro straordinario che ancora oggi, nonostante gli anni, è definito una delle migliori stesure al mondo. Eppure tra spade, archi e guerre, ci sono significati così simbolici che hanno la capacità di insegnare a chi legge il libro o si gode il film, qualcosa che potrebbe cambiare la propria vita. L’esempio probabilmente più affascinante è l’amicizia.
Frodo Baggins e Samwise Gamgee sono la dimostrazione più eclatante tra tutti : Nonostante tra i due alberghi il vigliacco ed orripilante Gollum, Sam compie di tutto per salvare la vita del suo amico anche quando quest’ultimo lo ritiene un traditore ed un villano. Nonostante la missione di portare l’anello al Monte Fato per distruggerlo non sia nei piani di Samwise Gamgee, questo, per amicizia che lega i due, si sacrifica per adoperarsi del peso di entrambi e per aiutare il suo migliore amico con il proprio sacrificio. Nella realtà questo sarebbe un significato da condividere in pieno, perché oggi l’amicizia può spezzarsi di punto in bianco anche per aver distrattamente fatto cadere il cellulare dell’altro sul pavimento.
Un altro e straordinario valore che la serie Tolkieniana ha voluto diffondere è l’Amore :
Aragorn e la bellissima figlia del Re Erlond, Arwen, donano grande importanza al sentimento reciproco, significato ampliato date le due razze differenti : Un umano ed un elfo.
Nonostante l’elfa sia immortale, ella per amor suo sacrifica sé stessa per avere una vita normale e quindi con anni contati per poter morire assieme al suo amato e futuro Re. Oggigiorno, purtroppo, il sacrificio reciproco per rendere felice l’altro o per sacrificare una parte di noi stessi con il risultato d’amare all’infinito, è quasi giunta al termine. Se un sentimento forte come quello dei personaggi dell’immaginario mondo di Arda fosse reale, probabilmente il mondo sarebbe un posto migliore.
Un’altra accezione rivelata nel capolavoro di Tolkien, è la Guerra :
Molti esultano durante le scene in cui il vecchio stregone Gandalf fa la sua comparsa per aiutare l’esercito del Re Théoden, ma in quanti possono carpire le gesta di tutti?
Nonostante la morte abbia soffocato la vita di migliaia di umani, elfi e razze più deboli come gli Hobbit di Hobbiville, il trionfo è andato in favore della giustizia, del bene, dei riusciti :
Perché senza sacrificio non c’è vittoria.
Oggigiorno, purtroppo, molti dei giovani e meno giovani credono di poter arrivare al successo senza fare nulla, restando nelle proprie case a giocare con una console o con un pc e sperare di essere conosciuti o avere qualche carta importante fra le mani. Il sacrificio di doversi rimboccare le maniche molto spesso è più che sgradito per mancanza di voglia o per evitare delusioni che però possono portare al successo.
Si potrebbe andare avanti all’infinito per raccontare i significati di una stesura importante come “Il Signore degli Anelli”. Ma con questi brevi ed accentuati esempi si possono rivedere alcune cose sotto un’altra prospettiva che, come detto prima, potrebbero cambiarvi la vita.

Giulia Mariniello

QUANDO LA CULTURA ERA LA PIU’ FAMOSA

Da Giovanni Falcone ad un riccio che gode.

Da YouTube a Facebook, da Instagram a Twitter.
Come sappiamo tutti, i giovani di questa generazione passano molto tempo a guardare lo schermo del proprio telefono cellulare per osservare e condividere le notizie più sciocche o quei MeMe (immagini a sfondo ironico) che lasciano la distrazione nelle menti più ingenue, o magari solo per staccare la spina da una giornata rabbiosa o poco stimolante.
Da un lato è giusto potersi svagare su commenti divertenti, su fotografie accattivanti o su un video in cui delle povere persone ignare di scherzi troppo crudi o violenti stiano per saltare sul posto dallo spavento. Da un lato è giusto poter ridere sulle battute esilaranti degli altri, su fraintendimenti di alcune canzoni americane o semplicemente su un profilo Facebook per osservare alcune delle immagini ridicole che postano sulla propria Home. Ciò che però non è giusto è divulgare una frase insensata e passarla come fosse la migliore mai detta nell’arco dei due secoli precedenti.
Ciò che non è giusto è dimenticare quelle persone che non solo hanno pronunciato una frase da ricordare negli anni, ma hanno fatto la storia nel nostro Paese rimettendoci anche la vita.
Ciò che non è giusto è ignorare quelle persone che tutt’oggi dovrebbero essere ricompensate anche con l’invito presso lo studio di “Pomeriggio 5”, per lo meno il VERO talento o le VERE e SENSATE divulgazioni possono sparpagliarsi più velocemente e andando quindi a infestare le Home o il Feed dei due colossi del Web.
Mettersi in ridicolo con un costume o sparpagliare come mangime parodie senza significato è un insulto a coloro che davvero dovrebbero essere conosciuti, che davvero dovrebbero essere premiati. Purtroppo quello che alcuni non riescono a comprendere è che più le visualizzazioni crescono e danno quindi importanza al soggetto in questione, più queste ultime faranno divenire famosi coloro che neppure han mai sentito parlare di Giovanni Falcone o chi, nel tempo passato, ha scritto la storia che ha fondato le radici di questa meravigliosa Nazione.
Citiamo con tutto il dovuto rispetto che essendo questo un Paese democratico, il parere personale, così come le opinioni di tutti, possono essere diffuse tranquillamente con le dovute maniere, con i dovuti riguardi e senza, quindi, andare a toccare l’orgoglio di alcuni e la personalità di altri.

Giulia Mariniello

CORONAVIRUS

Nonostante l’emergenza, l’ignoranza persisteva.

Marzo 2020…
Un mese ricco di suspense, paura, voglia di fuggire ma sopratutto, e purtroppo, un mese ricco di ignoranza. L’emergenza persisteva eppure l’ignoranza faceva il suo corso nonostante la storia passata, nonostante gli eventi passati, nonostante le guerre che vinte o perse, hanno unificato tutte le Nazioni, tutti i cittadini, l’intera popolazione.
Ma nell’anno 2020, nel mese di marzo, tutti sembravano come impazziti. Dopotutto marzo è pazzo, no?
Ma quel famoso detto doveva essere pronunciato perché il clima diventava folle, perché i fiori potevano sbocciare e poi ritornare sotto terra, perché un giorno sembrava estate pura, l’altro un inverno gelido e secco. Un giorno si poteva andare al mare per il sole cocente, l’altro si doveva restare a casa per via di un monsone che spuntava nel cielo. Eppure nell’anno 2020, nel mese di marzo, non era il clima l’impazzito.
L’ignoranza persisteva e a causa sua molti cittadini di diversi Paesi si erano scontrati tra loro incolpandosi a vicenda per pulire e cristallizzare la propria coscienza. Eppure nessuno di loro poteva espiare le colpe, nessuno di loro poteva definirsi diverso dal Paese infetto perché le offese c’erano ed erano riprovevoli.
L’ignoranza persisteva e a causa sua tutti si erano dimenticati che nonostante la propria terra natia, eravamo cittadini e figli di tutto il mondo. Nonostante la tragedia che ha colpito un capolavoro come la Cattedrale di Notre-Dame, tutti si erano messi all’opera per aiutare e per essere più forti gli uni con gli altri, senza secondi fini, perché tutti siamo uguali, perché tutti siamo umani.
Eppure l’ignoranza persisteva e nell’anno 2020, nel mese di marzo, il mondo stava cominciando a sfasciarsi a causa delle offese, delle critiche, delle attenzioni verso un popolo che non aveva colpe, ma era stato dipinto come un portatore impuro, bisunto e imbrattato di una terribile malattia. E nel mese precedente a marzo, purtroppo, come degli stupidi e ricolmi d’ira ed ingiurie, eravamo caduti nella trappola del diavolo per odiarci a vicenda a causa di una buona pizza margherita ben cotta, ma piena di germi.
Nell’anno 2020, nel mese precedente a marzo, l’ignoranza persisteva malgrado la situazione critica. Studenti e disoccupati continuavano a divertirsi comunque nonostante alla tv gli intubati e i moribondi crescevano perché il loro motto era : “Tanto su di me non si rivela!”
Ma nell’anno 2020, nel mese di marzo, tutti avevano capito l’emergenza solo quando in televisione il premier Giuseppe Conte si era fatto avanti per firmare un pezzo di carta bianco con un titolo spaventoso : Tutta l’Italia è in zona rossa.
Eppure l’ignoranza persisteva perché molti dei giovani, dei meno giovani e famiglie intere decidevano di uscire comunque nonostante la necessità e l’obbligo di stare a casa, nonostante i morti citati nei telegiornali, nonostante gli studi televisivi vuoti, nonostante i nuovi contagiati e nonostante tutte quelle cattive ed oppressive notizie.
L’anno 2020 era stato definito come un capitolo biblico a cui nessuno interessava perché l’ignoranza persisteva, perché non c’era responsabilità, perché nessuno pensava al prossimo, perché tutti credevano di non poter finire tra le braccia gelide di Thanatos che rappresentava la morte eterna.
Chi ha perso lo aveva capito, chi non ha perso non lo ha mai fatto. Ma la maturità e la consapevolezza dei propri comportamenti in situazioni critiche come quella dell’anno 2020, dimostravano con efficacia e chiarezza perché nel mese di marzo la primavera non era più la stessa.

Giulia Mariniello

Quando il GIOCO non è più un GIOCO

La realtà virtuale contro la realtà reale.

Call of Duty, Battlefield, Sniper Elite, God of War e i micidiali combattenti di Mortal Kombat, sono tutti giochi che dalle prime Playstation ed Xbox hanno accompagnato giovani di entrambi i sessi dai primi tempi in cui questi capolavori sono stati creati. Apprese le dinamiche e l’utilizzo del joystick, il giocatore non deve far altro che scoprire le mappe del gioco attraverso il personaggio in prima o in terza persona. Alcuni dei gamer si adoperano di una console e di un dischetto per puro divertimento, per puro svago o per fare nuove amicizie giocando online, dimostrando nella realtà che la storia appena completata non era altro che un trastullarsi con armi virtuali o pugni e mosse speciali astratti, ma più che divertenti.
Questo accade per la metà dei giocatori. Ma per l’altra metà invece?
Molto spesso alcuni dei professionisti nei giochi di guerra, sparatutto o picchiaduro, confondono la realtà reale che li circonda con la realtà virtuale. Mortal Kombat è uno dei più famosi picchiaduro di sempre, unito a Tekken, un capolavoro nato per la prima volta nel 1995 su playstation e sviluppato da Namco, una software house giapponese fondata nel 1955. Call of Duty, uno dei più famosi sparatutto nato nel 2003, è uno dei tanti giochi che ha diffuso nel mondo le drammatiche e vere vicende della prima e della seconda guerra mondiale, cercando di immedesimare il giocatore nei terribili ed agghiaccianti avvenimenti che l’uomo è riuscito a creare. Battlefield, nato nel 2002 per piattaforme windows e simile al precedente citato, mostra e dimostra ciò che la seconda guerra mondiale ha portato negli animi delle persone e negli animi dei paesi che hanno subito affronti gravi, uniti alle morti dei propri cari e alla distruzione di intere Nazioni. Nonostante sia uno dei tanti sparatutto, questo gioco insegna con scene forti, orripilanti, violente ma sopratutto emotive, quanto bisogni evitare di commettere gli stessi errori del passato, quanto l’immedesimazione in quel soldato virtuale possa far capire che l’ignoranza e la violenza non portano altro che conseguenze traumatizzanti e rovinose.
Purtroppo però, malgrado gli insegnamenti che gli sviluppatori di questi giochi hanno voluto diffondere, alcune persone tendono ad immedesimarsi fin troppo in un gioco pressoché violento, ottenendo nella vita reale un’arma in vero ferro e in vero acciaio. Oggigiorno i bambini dai cinque anni conoscono alla perfezione come accendere una console, come usare un joystick e come uccidere i personaggi nemici che tendono ad essere gli antagonisti della situazione, quando a questa età bisognerebbe giocare con coetanei e con un Super Santos, magari nel proprio vialetto di casa. In Texas le armi di prima categoria sono all’ordine del giorno e alcuni degli omicidi sono stati attuati perché molti pensavano di essere il protagonista di una storia fantasy o di un vero sparatutto, con l’ordine da parte di un superiore di entrare in un cinema o in un ristorante ed eliminare completamente la concorrenza per la propria sopravvivenza.
Ricordiamo dunque che un gioco è solo un gioco. Se alla guida del proprio veicolo ci si comporta come un pilota di Need For Speed, allora il gioco non è più un gioco.

Giulia Mariniello

Servizio Civile Universale

Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo

Nell’anno 1972, grazie al Senatore Giovanni Marcora, venne introdotto nell’ordinamento italiano con la legge n° 772 il Servizio Civile, previsto come alternativa al servizio militare di leva in Italia e riservato per coloro che si fossero dichiarati obiettori di coscienza. Definito Nazionale ed oggi Universale, il Servizio Civile è per i giovani dai 18 ai 29 anni (non compiuti) un’esperienza di formazione sia personale che professionale.
Dall’anno progenitore di questo progetto, i volontari hanno avuto la possibilità di utilizzare quest’ultimo come difesa della patria, come difesa per i diritti dei cittadini e come promozione della cultura del nostro paese anche all’estero, grazie ai bandi che impegnano i nuovi giovani ad assaporare gusti, costumi e sopratutto le varie difficoltà per cui bisogna impegnarsi ad abbattere per un mondo diverso, un mondo migliore.

Un anno da non perdere

La maturità inizia a manifestarsi quando sentiamo che è più grande la nostra preoccupazione per gli altri che non per noi stessi.
Non chiederti: “Chi sono gli altri per essere aiutati?”. Chiediti: “Chi sono io per non aiutarli?”.
La crescita personale e professionale che un anno di servizio civile può regalare diviene più che soddisfacente grazie anche alle diverse responsabilità, alle diverse collaborazioni con coetanei e alle relative conoscenze di nuovi settori che senza un progresso come questo non potevano essere scoperti. Ma oltre ai compiti da svolgere, oltre alla serietà e alla voglia di fare, di creare, di modellare un percorso lungo un anno, cosa c’è nel mezzo?
Le varie testimonianze lo hanno registrato e forse è stato anche più commovente di quanto ci aspettassimo. Le affezioni e le amicizie create, fondate e rese concrete sono state le basi per portare a termine un percorso che all’inizio sembrava possedere un lasso di tempo troppo flemmatico, ma che alla fine si è dimostrato anche troppo breve. Molti hanno confessato che se non fosse stato per il Servizio Civile alcune idee forse sbagliate ed astratte non sarebbero mai cambiate, e senza questo percorso molti dei partecipanti non avrebbero mai avuto la possibilità di conoscere figure importanti e rilevanti nella società che oggi, grazie alla giusta educazione e al garbo corretto, hanno aiutato a concretizzare quei sogni sigillati in un cassetto. Le opinioni e le idee relative al Servizio Civile oggi sono sempre più attive grazie alle ispirazioni più semplici che aiutano il nostro paese anche con le più piccole azioni.
L’aiuto reciproco e il gioco di squadra, fondamenta per il completamento del viaggio lungo un intero anno, possono giovare nel futuro degli aderenti nel mondo del lavoro grazie anche alle varie capacità che si acquisiscono con nuovi compagni, nuovi strumenti e nuovi luoghi. L’esperienza e l’attestazione di un percorso come il Servizio Civile Universale, potrebbe dimostrarsi come una svolta positiva e migliorativa nella vita di chi lo affronta.

Giulia Mariniello

#NoViolenza2.0

Laboratori di educazione all’affettività rivolto a giovani ed adulti p.2

Il 03/02/2020, presso l’istituto “Alessandro Manzoni” di Latina, sono state svolte le ultime attività rivolte ai giovani studenti per fronteggiare e, come obiettivo finale, sconfiggere la violenza di genere che colpisce le donne di tutto il mondo. I cortometraggi e le specifiche canzoni divise in tre fasi sono stati di grande aiuto per sensibilizzare il futuro delle scuole per evitare e in fine eliminare ciò che più colpisce la cerchia giovanile.
“L’aspettativa è stata più alta di quanto immaginassimo”, hanno commentato alcune delle ragazze presenti nell’aula.
“L’interesse e le l’attività svolte sono state più che soddisfacenti”, ha concluso uno studente.
Con la dott.ssa Liliana Salvati, psicologa-psicoterapeuta, e con la dott.ssa Maria Luisa Cavalcanti, pedagogista clinico, moderate dalla dott.ssa Miriam Zerbinati, ingegnere civile ambientale, i ragazzi delle classi quinte hanno completato il laboratorio di educazione con vari cartelloni, flashmob e idee che hanno lasciato soddisfazione ed esultanza negli animi dei realizzatori del progetto finanziato dal Ministero delle pari Opportunità. Il forte impatto ricevuto dai cortometraggi, dalle slide e dalle immagini, hanno donato un’opportunità persino ai professori presenti d’esprimere opinioni che hanno trasmesso alle Acli provinciali di Latina un forte segno di riconoscimento, simbolo che anche per gli adulti la violenza di genere non è un argomento da sottovalutare.

Giulia Mariniello

#NoViolenza2.0 : Le Acli sensibilizzano ancora.

Laboratorio di educazione all’affettività rivolto a giovani ed adulti

Ancora una volta, presso l’Istituto superiore “Alessandro Manzoni” di Latina, le Acli provinciali della giovane Littoria costruiscono assieme ai giovani ragazzi delle classi quarte e quinte una sfida alla violenza per ottenere come premio vincente l’educazione, il rispetto e la corretta sensibilità nei confronti di un argomento delicato come femminicidio, bullismo, cyber bullismo e stalking.
Grazie ai diversi interventi moderati dalla dottoressa Miriam Zerbinati, ingegnere civile ambientale nonché dirigente delle Acli provinciali di Latina, i vari studenti dell’istituto Manzoni avranno la possibilità di osservare, scoprire e acquisire, grazie al progetto #NoViolenza2.0, le varie forme di violenza con la dottoressa Maria Luisa Cavalcanti, pedagogista clinico, e con la dottoressa Liliana Salvati, psicologa-psicoterapeuta. I ragazzi, messi al primo posto per ottenere i giusti coinvolgimenti sociali, avranno la possibilità di affacciarsi su nuove notizie e fatti realmente accaduti con diversi cortometraggi, slide, e corrette ed esaustive spiegazioni il 24 gennaio 2020 dalle ore 08:30 alle 11:10. Evento realizzato per creare e fornire un “Laboratorio” dando le giuste risposte alle relative domande sui bisogni dei giovani, sulla quotidianità familiare ove, purtroppo e molto spesso, mancano comunicazione e giusto dialogo tra figli e genitori. Oltre alla sensibilizzazione che le Acli vogliono dimostrare, i temi rilevanti ed importanti contenuti nel progetto, saranno rapportati con le idee che verranno espresse dai ragazzi per testare e scoprire cosa, abitualmente, possano pensare coloro che un giorno diverranno il nostro futuro con attività artistiche e sportive accentuate e revisionate con lavori di gruppo.

Giulia Mariniello

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